Zitate auf
English
Italiano
Deutsch
Français
Español

Aforismi von Bruno Cancellieri über Vita
Vita

Recensione di Luigi Anepeta

43 Zitate gefunden  
La vita è un conflitto di interessi.
Voglio fare della mia vita un romanzo.
Tutto può essere utile, nulla sufficiente.
Voglio fare della mia vita un’opera d’ingegno.
La vita è una metafora del teatro e viceversa.
La mia vita non mi appartiene, io le appartengo.
Amare la vita significa non cercarne una diversa.
La mia vita è un esperimento di cui sono la cavia.
Ogni forma di vita è una strategia di riproduzione.
Invece di viverla, passò la vita cercando di capirla.
La vita e le civiltà sono forme di lotta contro l'entropia.
Abbiamo due doveri ai quali non possiamo sottrarci: vivere e morire.
La vita e la felicità dell'io dipendono da quelle del corpo che lo ospita.
Un essere vivente è un complesso di sostanze, algoritmi, idee e sentimenti.
La vita è un dramma di cui siamo al tempo stesso protagonisti e spettatori.
Non abbiamo scelto di nascere e non sceglieremo di morire, tranne in rari casi.
Nessuno ha il diritto di non soffrire e di non morire. Facciamocene una ragione.
Ogni giorno che passa è un giorno in più da ricordare e un giorno in meno da vivere.
La vita è il risultato di interazioni tra algoritmi organici parzialmente modificabili.
La vita e la morte dell'individuo sono entrambe necessarie per la conservazione della sua specie.
Il modo più semplice e sicuro per ridurre il numero delle morti è ridurre il numero delle nascite.
Chi sono? Una vita tra tante che cerca di evitare il dolore e di godere di gioie non troppo costose.
Ogni essere vivente (compreso l'uomo) è il risultato dell'interazione delle parti che lo compongono.
Siamo come gli attori della commedia dell'arte, che improvvisano su un canovaccio scritto dalla Natura.
Ognuno è quello che è, in parte per necessità e in parte per caso (sia in senso genetico che culturale).
I nostri organismi interagiscono con i loro ambienti per conservarsi e riprodursi, finché non si disgregano.
La vita di un individuo serve a mantenere quella della sua specie. La vita di una specie serve a mantenere se stessa.
Alla fine della vita il bilancio consisterà in cosa ho dato agli altri, cosa ho avuto da loro e cosa abbiamo fatto insieme.
Gran parte della vita di un essere umano consiste nell'immaginare o nel credere di vivere una vita diversa da quella reale.
Noi dobbiamo la nostra esistenza innanzitutto al DNA e alla biosfera. Senza di essi non saremmo mai nati né avremmo mai vissuto.
La vita è dare e ricevere, cooperazione e competizione, simbiosi e antibiosi, conservazione ed evoluzione, ripetizione e cambiamento.
A mio avviso, la vita consiste in continue trasformazioni organizzate (ordinate e casuali) di materie, energie e informazioni nello spazio/tempo.
La "creatura" (il mondo vivente) dipende dal "pleroma" (il mondo non vivente); il pleroma, invece, non dipende dalla creatura anche se può essere trasformato da essa.
E' interessante la diversità di opinioni sul senso della vita da parte di noti intellettuali e artisti. Non ci preoccupiamo dunque se non abbiamo idee chiare in proposito.
La vita è interazione, e la qualità della vita dipende dalla qualità delle interazioni. Perciò è importante che queste siano indagate e studiate. Tale è lo scopo della filosofia sistemica.
La vita, a mio parere, può essere definita (anche) come continue trasformazioni e riproduzioni di aggregati di materie organiche e di informazioni, regolate da informazioni consce o inconsce.
Vivere improvvisando significa fare cambiamenti causali nel proprio comportamento e osservarne gli effetti, mantenendo i cambiamenti che hanno avuto un effetto piacevole e smettendo quelli che hanno avuto un effetto spiacevole.
Siamo tutti figli e servi dello stesso padrone: la logica della specie. Col piacere e col dolore ci usa per riprodursi e, finito il nostro gioco più o meno creativo e più o meno felice, di noi non resta che qualche idea per qualcun altro.
Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie; quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.
Noi non viviamo, ma siamo (veniamo) vissuti. Non siamo soggetti, ma oggetti, vettori e replicatori di vita. Non siamo nati per nostra scelta, e cesseremo di vivere quando le leggi della natura lo determineranno. Possiamo decidere se accettare o rifiutare il nostro destino, ma si tratta di una scelta obbligata dal dolore che il rifiuto non farebbe che aumentare.
La vita è per lo più una prigione e una schiavitù. Siamo infatti tutti prigionieri e schiavi dei nostri corpi, dei nostri schemi mentali e delle nostre comunità, con pochi margini di libertà, come la possibilità di trasformare o sostituire schemi e comunità. Anche la sensazione di indipendenza che a volte proviamo è un effetto della nostra cattività, come ogni altra illusione.
Mente, psiche, anima, spirito, sono la stessa cosa, ovvero sinonimi. Sono il software della vita. Esso può essere in tutto o in parte copiato da un vivente ad un altro e scritto in opere letterarie e artistiche, le quali non sono altro che simulazioni parziali della vita e dei rapporti umani. Lo scopo di tali opere è quello di facilitare la costruzione di paradigmi di interazione.
La vita, per mantenersi e riprodursi, ha bisogno di particolari interazioni tra l'essere vivente e il mondo esterno, cioè il suo ambiente. Da tale bisogno fondamentale derivano tutte le motivazioni ovvero le strategie di sopravvivenza e riproduzione di ogni essere essere vivente e le associate relazioni ecologiche e sociali. I desideri sono infatti trasformazioni di bisogni e tutti loro fanno capo ad un bisogno primario, che è quello dei geni, di riprodursi. In tale contesto, il piacere e il dolore sono gli strumenti con cui la vita, ovvero la natura, costringe gli animali capaci di sentimenti (tra cui l'uomo) a vivere e a riprodursi attraverso la soddisfazione dei propri bisogni.
43 Zitate gefunden